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Home Il Parioli Storia Dal 1960 ad Oggi

Dal 1960 ad Oggi

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Pietrangeli SirolaSe Nicola Pietrangeli, Giorgio De Stefani, Giovanni Palmieri sono uniti al Parioli da rapporti molto intimi, direttamente collegati alle loro origini tennistiche, Adriano Panatta è nato addirittura nella sede stessa del Circolo, in viale Tiziano. Con quel suo nome da imperatore romano, con quel suo gioco moderno ed elegante, l'apparizione di Panatta sui campi rossi fu quella di un lampo accecante. Nicola Pietrangeli era l'orgoglio del tennis italiano, il campione a lungo cercato, l'aristocratico dilettante che piaceva ai principi e alle duchesse e che sapeva stare sul campo con la stessa musicale disinvoltura di chi partecipa ad un ballo di corte. Poi, improvvisamente, alle sue spalle apparve l'ombra lunga del ragazzo che giocava un tennis più aggressivo, più dinamico, più incisivo. Quel ragazzo aveva un sorriso timido, che nascondeva però una tenace determinazione. E Pietrangeli, come dice la canzone, lesse la sua fine in quel sorriso. E cedette, stremato, il testimone all'idolo giovane, che sembrava come lui spinto dal vento di un grande destino agonistico. Quel destino che lo avrebbe portato ad essere il leader della squadra che, nel 1976, vinse per l'Italia la Coppa Davis. Il massimo trofeo mondiale per cinque campioni di statura mondiale, di cui quattro tennisticamente appartenenti al Parioli: Panatta, Barazzutti, Zugarelli e il capitano Nicola Pietrangeli. Una Coppa Davis vinta per l'Italia dal Tennis Parioli. Sempre all'avanguardia nelle sue scelte, il Circolo cambiò completamente indirizzi e strategie agli inizi degli anni Ottanta. Era stato il primo Circolo romano ad aprire le sue porte alle donne. Poi, con una politica lungimirante, che anticipava di almeno vent'anni le scelte degli altri Club, aveva reclutato i più grandi campioni di tennis, creando una scuola, rimasta inimitabile per mezzo secolo. Aveva infine consacrato il suo prestigio dando alla luce sui suoi campi i due assi più celebrati del tennis italiano: Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta.


 

Adriano PanattaAdesso i tempi stavano cambiando e bisognava adeguare un'altra volta le scelte ai mutamenti della società. Ormai i campioni di vertice erano veri e propri professionisti e il loro ingaggio costava troppo. Oltretutto la scuola tennistica italiana, dopo la fioritura che ci aveva consentito di vincere la Coppa Davis, s'era impoverita. Piuttosto che ricorrere ad uno sponsor e stipendiare mezze figure, il Parioli decise di investire le proprie risorse nella Scuola di tennis. Se a livello individuale due soli nomi, negli ultimi vent'anni, si sono aggiunti ai ventinove titoli assoluti precedenti, quelli appunto di Pistolesi e di Pescosolido, nell'attività di squadra il Parioli ha legittimato la sua scelta coraggiosa con una costellazione di titoli nazionali, vinti con il vecchio spirito di club che ha saputo accumunare soci e maestri. Per cinque volte il Parioli, in questa fase più recente della sua storia, ha vinto il Trofeo F.I.T., che è lo scudetto del tennis. Per due volte la Coppa Croce (serie B maschile) e la Coppa Facchinetti (serie C maschile), mentre a livello femminile ha vinto quattro edizioni della Coppa Bellegarde (serie C femminile). Anche la Coppa Italia, sia maschile che femminile, è venuta ad onorare la classe dei nostri campioni fatti in casa. E le vittorie a livello di Under 12, 14, 16 e 18 stanno a testimoniare la continuità di un indirizzo di vertice delle ultime generazioni parioline. Di grande prestigio per il nostro circolo anche la medaglia d'Oro vinta da Vincenzo Santopadre ai Giochi del Mediterraneo 1997 e il successo nella Lambertenghi del giovanissimo Yari Natali, che nel novembre 2000 ha toccato il primo posto assoluto in Europa nella classifica degli Under 14. Nel frattempo l'album delle giocatrici e dei giocatori approdati alla prima categoria si è arricchito dei nomi di Anna Belladonna, Federica Bonsignori, Cristian Brandi, Fabrizio Matteoli, Vittorio Magnelli, Edoardo Mazza, Giulio Melchiorre, Marco, Nino, Roberto e Stefano Meneschincheri, Vincenza Pasquali, Stefano Pescosolido, Francesca Romano, Vincenzo Santopadre e Sabina Simmonds. Una storia infinita di successi, che ha regalato al Parioli anche un'altra ricchezza: i molti giovani che sono entrati come soci, attirati dal clima agonistico sano che si respira sui campi e dal prestigio della sua gloriosa bandiera.

 

testo di Lino Cascioli

 

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